Sono sempre stata una grande amante degli spaghetti alla Nerano, un po’ per la cremosità unica, un po’ per la facilità con cui si fanno preparare. Così, quando ho scelto di diventare vegana, ho iniziato a testare un po' di varianti perché non volevo rinunciare ad un primo così genuino e iconico. L’anima del piatto resta intatta anche nella mia versione, con le zucchine che vengono “nerate”, ossia rosolate fino a diventare quasi scure. Ma se la ricetta originale utilizza burro e provolone, io li ho sostituiti con lo stracchino di riso, un formaggio vegetale che si scioglie durante la mantecatura e dona la tipica consistenza vellutata. Il risultato è un primo elegante ma non complicato, perfetto per un pranzo estivo (quando le zucchine sono al massimo della loro dolcezza) e sorprendente perché nessuno direbbe che si tratti di un risotto senza latticini. E allora fatevi avvolgere e conquistare dalla cremosità di questo piatto, non ve ne pentirete.
Rosoliamo le zucchine
Tagliamo le zucchine a rondelle e le rosoliamo in un tegame con olio evo finché diventano dorate e leggermente "nerate" sui bordi. Le scoliamo dall’olio in eccesso, le tamponiamo con la carta da cucina e ne teniamo qualcuna da parte per la decorazione finale.
Perché il riso si deve tostare? Tostare il riso a secco prima di sfumare è un passaggio che molti saltano, ma che fa una differenza enorme: il chicco così tostato sigilla la parte esterna, mantiene meglio la cottura "al dente" e rilascia l'amido a poco a poco, rendendo il risotto più cremoso.
Lo stracchino di riso è un formaggio vegetale leggero, dalla consistenza morbida e scioglievole che lo rende ideale proprio per mantecare risotti come questo. Potete acquistarlo già pronto, ma è facilissimo da fare a casa: se vi interessa trovate le ricetta nel mio libro VEG IN FAMIGLIA.

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